Recensione Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street
- Titolo originale
- Sweeney Todd: The Demon barber of Fleet Street
- Nazione
- U.S.A
- Anno
- 2007
- Genere
- Musical, Thriller
- Durata
- 95
- Regia
- Tim Burton
- Cast
- Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen, Laura Michelle Kelly, Timothy Spall, Anthony Stewart Head, Jamie Campbell Bower, Anthony Head
Tetro. Cinereo. Gelidamente squarciato da un denso, smaltato, talvolta eccessivo rosso sangue.
L’atmosfera nebbiosa è quella della grigia Londra dell’età vittoriana. I colori sono cupi, i trucchi pesanti, le canzoni hanno toni tragici.
Sweeney Todd, al secolo Benjamin Barker, vecchio barbiere dalla vita felice, dopo essere stato ingiustamente accusato ed allontanato dal suo paese dal giudice Turpin che gli ruba moglie e prole, ricompare nella sua città per riscattarsi.
Una gelida vendetta viene pianificata a tavolino, quello impolverato di un bar la cui livida proprietaria, innamorata di Bemjamin, farà di tutto per farlo suo e, servita fredda, ma comunque ben cotta, su un piatto che, questa volta, d’argento non è.
Tutto concorre a creare un senso di morte, fiore appassito sbocciato dal sempreverde seme dell’amore: Eros e Thanatos s’intrecciano e si fondono tra pasticci di carne (umana) e drammatiche canzoni d’amore perduto.
Tim Burton torna a mettere in scena il suo alter ego Johnny Depp in un impassibile barbiere omicida. Omicida per amore: volto che, di nuovo, Burton cela con maestria dietro una pallida maschera macabra.
Un film d’amore, in fondo. Un film che veste i toni del rosso e del nero: dell’amore e della morte, della carne e della tomba. Un film inquietante e attraente come si conviene ad una gotica pellicola d’autore.
Alice Carcano














